IL CANTO

il suonatore di fisarmonica

“Quanto è bello ru ssape’ canta’,   cu ru ssape’ canta’ ‘nge trasi addo’ ‘uoi”.      

Quanto è bello saper cantare, con il saper cantare entri dove vuoi”.

            

La produzione di testi cantati appartiene alla civiltà contadina, che così trova un sistema per l’espressione  ed impiega una modalità appropriata per l’approccio sentimentale. L’originalità e la spontaneità, la trasmissione orale, i modi dell’ esecuzione, gli effetti comunicativi e sociali sono  specifiche caratteristiche che danno organicità e valore ad una pratica tipica e diffusa.

Cantare per la “zita” concretizza il bisogno di comunicazione, serve ad accompagnare le fasi complesse del matrimonio, permette l’espressione di passionalità fino ad allusioni erotiche. Infine, dà voce all’inventiva poetica ed alla creazione di immagini paradigmatiche a soggetto ora naturalistico ora mistico ora magico e favolistico con riferimento all’estetica femminile e finanche ad aspetti  socio-economici e di organizzazione del lavoro.